Sovrabbondanza

Fede, ragione e caos vitale. "Recensiti" da un pover'uomo in cammino.


Il mondo nuovo, di Aldus Huxley

Il pianeta Terra dentro le cui acque si agitano corpi di uomini intrappolati

Un edificio grigio e pesante di soli trentaquattro piani. Sopra l’entrata principale le parole: ‘Centro di incubazione e di condizionamento di Londra Centrale’ e in uno stemma il motto dello Stato mondiale: ‘Comunità, Identità, Stabilità’. L’enorme stanza al pianterreno era rivolta a nord. Fredda, nonostante l’estate che sfolgorava al di là dei vetri, nonostante il caldo tropicale della stanza stessa […] Gelo rispondeva a gelo. I camici dei lavoratori erano bianchi, le loro mani erano protette da guanti di gomma di un pallore cadaverico. La luce era gelida, morta, fantomatica. Solo dai gialli cilindri dei microscopi prendeva in prestito un po’ di sostanza calda e vivente, spalmandola come del burro sui lucidi tubi, striando con una lunga successione di strisce luminose i tavoli di lavoro.
«E questa» disse il Direttore aprendo la porta «è la Sala di fecondazione.»

Cap. I, prima pag.

Un’angosciante “visita guidata”

Direttamente nel cuore della fabbrica del “prodotto umano”, così siamo catapultati nel Mondo nuovo, romanzo fantascientifico o meglio distopico, di Aldus Huxley. Giustamente messo in relazione con il più famoso 1984 di George Orwell, pubblicato nel 1949 e con Fahrenheit 451 di Ray Bradbury uscito nel 1953. È sorprendente vedere come queste tre opere insieme si sovrappongano e illuminino nella loro interazione molti aspetti attuali delle società moderne occidentali. Sono visioni incredibilmente premonitrici di mondi futuri in cui si comprime la libertà dell’uomo fino al controllo pressoché totale. Uno degli elementi che li accomuna fortemente è la manipolazione del linguaggio con il fine di riscrivere la realtà, sia storica che presente. Questa, una volta ridotta e uniformata, può quindi essere gestita in modo totalitario con la propaganda.

Cosa distingue Il mondo nuovo

Mentre in Fahrenheit 451 e in 1984 i metodi utilizzati dalla dittatura distopica sono sostanzialmente coercitivi e violenti, il Mondo nuovo di Huxley è riedificato sfruttando la tendenza dell’uomo a cedere la propria libertà in cambio di stabilità sociale e benessere. Gli individui si ritrovano in un ruolo predefinito nella gerarchia sociale ed economica che rimarrà tale per tutta l’esistenza. A tutti è garantito un facile piacere di evasione, tutti possiedono tutti e sussistono in funzione della comunità, anche fisicamente. La copulazione è libera, regolare e completamente sganciata dal concepimento grazie alla cintura malthusiana. (Quando Huxley scrive ancora non esisteva la pillola contraccettiva!). «Tutti sono felici», ma è una felicità pre-confezionata dal potere, quella che sintetizziamo anche oggi con la locuzione latina “panem et circenses”. Solo che gli antenati dei moderni dittatori, finivano per non riuscire più a gestire l’ordine sotto la spinta della complessità umana, assetata di libertà.

Con la scienza si può risolvere “il problema”

Il vero punto di forza del Mondo nuovo è l’aggiunta dell’elemento scientifico che per Huxley sarà il fondamento con il quale le future dittature riusciranno a risolvere il “problema di far amare alle persone la propria schiavitù”. Questo si otterrà lavorando sulla standardizzazione dell’individuo, ridotto a “prodotto in serie”, applicando tutte le scienze disponibili alla natura umana. Sui corpi: con l’eugenetica, sottraendo completamente la fertilità al “caso” e azzerando quasi radicalmente l’unicità biologica dell’individuo, che per Huxley è il punto sorgivo della libertà. Sulle menti: con varie tecniche di condizionamento e di lavaggio del cervello sistematico a partire dall’infanzia.

La storia è ambientata infatti nel mondo nuovo di Utopia nell’anno di Ford 632 (il nostro prossimo 2540), con un chiaro riferimento all’inventore della catena di montaggio. Completa la tenuta dell’insieme una potentissima sostanza senza effetti collaterali che oltre a garantire una gratificazione continua, funge da sedativo e placa i pochi slanci divergenti che ancora sfuggono. Ci sono veramente tanti punti di contatto con lo stato attuale delle nostre società: si fa fatica a credere che questo romanzo fu scritto nel 1932!

Perché lo consiglio

In aggiunta alla sua forza profetica che conserva immutata anche dopo ben 91 anni di vita, il romanzo di Huxley traduce in letteratura un travaglio che egli visse probabilmente nella sua persona. Le inquietudini legate agli impressionanti progressi della tecnoscienza da un lato e lo slancio artistico e conteplativo dall’altro. Questo emerge con l’irruzione di un personaggio inaspettato di cui non svelo oltre. Anche se in alcuni passaggi la trama è un po’ sbrigativa, il Mondo nuovo tiene vivo il mistero incomprimibile della natura umana che pulsa e che anela ad una pienezza di libertà e di significato. Anche nelle sue primitive contraddizioni. Anche nella tristezza, nel dolore e nella morte che invece l’utopia pretende di rimuovere.

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PS.: Approfondendo il pensiero dell’autore nel suo saggio Ritorno al mondo nuovo del 1958, raccolto in questa stessa edizione, mi ha colpito il peso spropositato che Huxley riserva al tema della sovrappopolazione. Si capisce che la sua formazione è avvenuta in un’atmosfera darwinista e scientista. Nonostante il suo giudizio negativo sulle religioni “ufficiali” e strutturate, la sua anima artistica riecheggia qua e là di sensibilità cristiana, quanto meno in alcune rare espressioni. Riconosce la carità come uno degli elementi necessari alla costruzione di una società più umana. Huxley evidentemente è molto lontano dal cristianesimo, che è il rapporto con Cristo stesso, il vivente, che purtroppo egli nella sua ricerca non ha mai incontrato. In ogni caso l’esaltazione e la difesa del valore universale della libertà umana rimangono una sua eredità da conservare.

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CU FU?

Mi chiamo Marcello Belletti e sono maschio, marito di un’unica moglie, padre “numeroso” e felicemente cattolico: tutta “roba” per grazia ricevuta, per sua natura “Sovrabbondante”.
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