Sovrabbondanza

Fede, ragione e caos vitale. "Recensiti" da un pover'uomo in cammino.


CONCLAVE

Manifesto del film 'Conclave', diretto da Edward Berger con Ralph Fiennes e Stanley Tucci. Immagine su sfondo rosso e atmosfera drammatica.

“Toto Papa: sicuramente sarà un MASCHIO!”

Dopo questo mio post su Facebook che credevo inattaccabile – e a pochi giorni da quello vero, che Dio ce la mandi buona! – mi hanno consigliato di vedere “CONCLAVE” e ne ho capito il motivo. E qui mi fermo…

Voglio però dire due cose su questo film di ottima costruzione su tanti piani e proprio per questo insidioso. Con un cast di primissimo livello, sopra a tutti il protagonista, il cardinale “decano” interpretato da Ralph Fiennes, che ho apprezzato anche in “Itaca. Il Ritorno”; regia impeccabile, fotografia sublime e colonna sonora ricercata.

Qualcuno dirà quindi che mi sono fatto del male. In parte sì.. però penso sia utile affinare la capacità di rilevare il veleno contenuto in un piatto molto ben presentato e possibilmente sviluppare adeguati antidoti. Chiamasi autoformazione. Come al tempo de “Il Nome della Rosa”: fu molto difficile per il cattolico “medio” non farsi annichilire dalla presunta autorevolezza del medievalista Umberto Eco.

Bene. Nelle “questioni di Chiesa” se dimentichiamo il protagonista, Gesù Cristo risorto e vivente in mezzo a noi (parlo da incorporato in questa comunità bimillenaria, che Lui ha scelto come metodo, in virtù del battesimo che ho ricevuto), tutto diventa assurdo e fuorviante. La stessa suddivisione tra “conservatori” e “progressisti”, con cui da giorni ci stanno flagellando le gonadi i laicissimi media, se fosse riferita a Lui non sarebbe più un problema.

Conservazione e Progresso sono davvero nemici?

“Conservare”, cioè custodire con amore, tutta la Rivelazione che Dio ci ha donato con la sua paterna pedagogia, cominciata con Abramo e culminata nella pienezza dell’elevazione del suo Figlio Unigenito.

“Progredire” nella comprensione di questa auto-rivelazione che ha accettato di rimettersi ai nostri tempi e ai nostri limiti umani per cui, senza nulla aggiungere di sostanziale a quanto è stato “sigillato” nelle Sacre Scritture, avanziamo nella contemplazione del Suo volto raggiante, distinguendo sempre meglio i Suoi tratti pienamente umani e pienamente divini.

Con questo approccio si capisce che queste due “tensioni” non possono che sostenersi l’un l’altra e che metterle in contrasto è deleterio e auto-distruttivo. Così sta accadendo da tempo dopo averle appiattite sulla dimensione sociale e politica.

In definitiva…

Il film è raffinatissimo e vale la pena di vederlo, con gli opportuni anticorpi appunto, anche solo per godere della bellezza degli scorci vaticani e della Cappella Sistina. Le umanissime miserie dei vari cardinali coinvolti negli scrutini? Non dovrebbero scandalizzare nessun cattolico. Forse, dico forse, perché probabilmente è voluto, l’unico punto su cui la sceneggiatura si lascia scappare la frizione è nella caricatura insistita del cardinale che incarna la “tradizione”, interpretato da un Sergio Castellitto veramente urticante e impresentabile. Lui NON DEVE vincere, perché la Chiesa DEVE andare avanti.. non si capisce bene in quale direzione però. Magari contro a un muro o dentro una fossa.

In “CONCLAVE” si ripropone lo schema insopportabile in cui tutto viene risucchiato dentro questo scontro, “accompagnando” lo spettatore verso l’unico atteggiamento ritenuto oggi presentabile: quello di chi considera la “Tradizione” una specie di oscenità retriva, e l’annuncio della Verità stabile – certo sempre più approfondita e illuminata anche con l’aiuto del progresso umano e quindi “tramandata” – un pericolo di ordine “fascista”.

L’unico atteggiamento autenticamente cristiano dev’essere il “dubbio” elevato a prassi. E il Vangelo di Cristo dove sarebbe? E così la Sua sposa che lo mantiene vivo e prolunga la Sua presenza fino alla fine dei tempi?

(PS: PER FAVORE non datemi del “tradizionalista” perché NON LO SONO)

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CU FU?

Mi chiamo Marcello Belletti e sono maschio, marito di un’unica moglie, padre “numeroso” e felicemente cattolico: tutta “roba” per grazia ricevuta, per sua natura “Sovrabbondante”.
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