Sovrabbondanza

Fede, ragione e caos vitale. "Recensiti" da un pover'uomo in cammino.


Ray Bradbury, ‘Fahrenheit 451’.

In 'Fahrenheit 451' i pompieri sono incaricati dal “sistema” di incenerire i “pericolosissimi" libri.

Presentato come un Classico per la letteratura dei ragazzi, mi sento di consigliarlo a tutti. Per il buon Elon Musk è uno dei tre romanzi distopici fondamentali, insieme a 1984 di George Orwell e Brand new world (Il mondo nuovo in italiano) di Aldous Huxley, per inquadrare correttamente la realtà attuale (vedi il suo tweet più sotto). Il protagonista è un giovane uomo incaricato dal “sistema” di incenerire i “pericolosissimi libri,” ovunque si trovino ancora, in un tempo in cui i pompieri si occuperanno solo di questo, visto che le case del futuro saranno totalmente ignifughe e con le pareti interamente rivestite di schermi…

La rete brulica di recensioni di questo testo scritto da Ray Bradbury nel 1953 che giustamente continua ad esercitare la sua inquietante attrattiva, soprattutto ripensando a certe dinamiche, ancora fresche, anche se a mio parere clamorosamente rimosse, vissute durante la recente pandemia di Covid-19. Io posso aggiungere questa semplice testimonianza: mi sono deciso di leggerlo perché una mattina sono stato colpito nel vedere mia figlia Anna, neo-maggiorenne, che durante la colazione, tra un biscotto e il caffè, sfogliava le pagine di Fahrenheit 451 per riportare, a penna, alcuni passaggi sul suo taccuino.

Un tweet di Elon Musk del 04/01/2023 in cui con un infografica si intersecano i tre romanzi: 1984, BRAVE NEW WORLD e FAHRENHEIT 451

«Dobbiamo essere tutti uguali: non tutti nati liberi e uguali come dice la Costituzione, ma tutti RESI uguali. Ogni uomo deve essere l’immagine degli altri, perché allora tutti sono felici, non ci sono montagne che li fanno tremare, cime con cui devono confrontarsi. Ecco perché un libro è come un’arma carica nella casa del vicino. Brucialo, togli le munizioni dall’arma. Entra nella mente dell’individuo. Chi può dire quale sarà il bersaglio di un uomo colto. Io non riuscirei a sopportarne uno neanche per un secondo.
Quando le case sono diventate ignifughe, non c’è stato più bisogno dei pompieri per le vecchie esigenze. È stato loro assegnato un nuovo compito, quello di custodi della pace mentale, i difensori della nostra comprensibile e legittima paura di sembrare inferiori: così sono diventati censori ufficiali, giudici e giuria. Questo sei tu, Montag, e questo sono io.»

Ray Bradbury, ‘Fahrenheit 451’, pag. 59. Ed. Mondadori, Oscar Moderni.

È sorprendente constatare che libri come questo, superficialmente catalogabile nei romanzi di fantascienza, abbiano la capacità “profetica” di preannunciare tendenze, che oggi vediamo in atto, con incredibile anticipo. Questo può accadere quando l’autore, più o meno consapevolmente, riesce ad attingere a quella profondità del cuore umano in cui si agitano da sempre le stesse forze. Quella insopprimibile della libertà e della ricerca di senso e quella del possesso e del controllo degli altri, da livellare e annichilire.

La breve recensione di mia figlia:

Questo libro mi ha dato modo di riflettere sull’importanza di leggere. Mi sono ritrovata molto in questa frase di Fahrenheit 451: «Imbottiscili di dati, avranno la certezza di pensare ma in realtà sono fermi come macigni». A scuola spesso non ci si chiede il perché delle cose, le si fa e basta; l’obiettivo è solamente quello di prendere un bel voto e poi quello che hai studiato va a finire nel cesso.

Grazie a Montag (il protagonista) ho capito che quando noi siamo alla ricerca di qualcosa di infinito non ci accontentiamo mai. La lettura di questo romanzo mi ha spronato a cercare un collegamento tra la mia vita e le materie di studio.

Fahrenheit 451 è uno di quei libri che mi ha lasciata sveglia la notte, colpita in pieno petto da una singola frase: la domanda che ha cambiato la vita di Montag: «Ma tu sei felice?».

Anna Belletti, Vª superiore.

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Mi chiamo Marcello Belletti e sono maschio, marito di un’unica moglie, padre “numeroso” e felicemente cattolico: tutta “roba” per grazia ricevuta, per sua natura “Sovrabbondante”.
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