
Chi è l’uomo? Chi è l’orso? Sono giorni che Cruciani a La Zanzara su Radio 24 fa una battaglia in solitaria a favore dell’abbattimento dell’orso (che ha fatto fuori un runner trentino di 26 anni), contro il 99% dei suoi ascoltatori. Anche i cosiddetti sovranisti, destroidi, puttanieri, camionari e degradati di ogni sorta, sono TUTTI unanimi nel solidarizzare con il pericoloso plantigrado. Solo per questo meriterebbe un monumento, nonostante sia un libertario nichilista, abortista e favorevole alle peggiori nefandezze radicali.
L’ultima chicca appena ascoltata: un “UOMO” telefona sbraitando: «L’unico animale da abbattere è l’UOMO!»
Indi mi chiedo: perché quest’uomo non ha già abbattuto se stesso a tempo debito? Non sarà mica l’unico esemplare buono di tutto il genere umano?
Cosa si muove nel profondo
L’uomo ha bisogno di sentirsi “buono” perché sente l’urto interiore tra il bene che dovrebbe compiere e lo scarto con la sua vita reale, e una delle ultime possibilità in Occidente di urlare al mondo la sua presunta bontà è difendere gli animali. Mettersi al loro fianco, come un inflessibile avvocato al servizio dei più indifesi, come se la natura reale (oggi si usa in sua vece la parola “Pianeta”) fosse il regno beato in cui le creature lasciate a loro stesse non farebbero altro che riempirsi di moine e carezze, lo illude di poter silenziare il disprezzo di sé stesso. E lo fa in un modo così folle e fondamentalista da lasciare interdetti.
Questo è uno degli effetti del tramonto del cristianesimo, perlomeno quello dei grandi numeri…
L’uomo però ha il libero arbitrio.
Giustamente mi si fa notare che: “L’uomo però ha il libero arbitrio mentre l’animale agisce per istinto”.
Infatti è proprio il cristianesimo che fa luce su questo. Il punto è “chi è” l’uomo per sé stesso e cos’è la natura? Perché il bene prevalga NON basta il libero arbitrio, ci vuole la grazia di Cristo, e siccome l’uomo moderno ha deciso di fare a meno del “Medico”… non sa più come affrontare la sua “malattia”. Sempre che sappia di averla e voglia realmente riconoscerla.
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