Sovrabbondanza

Fede, ragione e caos vitale. "Recensiti" da un pover'uomo in cammino.


«Il ‘Gender’ NON esiste!»

Mia figlia riporta a casa questo pieghevole distribuito dalla “RETE DEGLI STUDENTI MEDI VENETO” all’uscita del liceo artistico di Verona che frequenta al quinto anno ormai.

Campeggia in copertina il fantomatico titolo “CARRIERE ALIAS e altri passi per una scuola che ti riconosca”, il tutto sotto quello che sembrerebbe essere il “claim di campagna”: “CHIAMAMI COL MIO NOME”.

È uno strumento ben fatto sia graficamente, sia come chiarezza di intenti, lo definirei uno strumento “di lotta” distribuito per affermare ulteriormente l’inesistente “GENDER” (da leggere con la dovuta ironia), se ce ne fosse ancora bisogno. Infatti l’opuscolo rimanda ad un qrcode che aiuterà a trovare “un paio di consigli di partenza per iniziare a trasformare la tua scuola!”.

Riporto di seguito i passaggi più significativi.


“Se sei unə studentə delle superiori ti sarà capitato di certo di pensare «la mia scuola dovrebbe essere diversa».

Tra le tantissime cose che non funzionano nei nostri istituti c’è anche il fatto che non sempre essi sono realmente luoghi in grado di farci sentire sicur3 e noi stess3.

… Educazione sessuale, benessere psicologico, questioni di genere, ma anche accessibilità degli spazi per l3 student3 transgender e non binari… sono tematiche troppo spesso ignorate o trattate estremamente male.

Carriera Alias

Cos’è? È uno strumento fondamentale che permette all3 student3 che non si riconoscono nel proprio sesso assegnato alla nascita di sostituire il ‘dead name’ con un nome che le3 rappresenti, per esempio nelle mail istituzionali, sul registro elettronico, su tutti i documenti interni alla scuola.

Perché è importante? Le nostre scuole sono il luogo in cui passiamo più tempo nella nostra adolescenza; avere la possibilità di essere chiamat3 e riconosciut3 per ciò che siamo è alla base del poterle vivere con serenità.

Come si attiva? Serve che all’interno della scuola sia approvato un regolamento dal consiglio di istituto. Esistono diversi modelli di regolamenti diversi, alcuni dei quali richiedono certificazioni mediche/psicologiche; ma esistono anche alternative che non richiedono alcun attestato se non la firma di un patto di riservatezza con la scuola!

Bagni genderless

Anche una cosa semplice come la presenza di bagni senza la divisione binaria di genere può cambiare il modo in cui unə studentə vive gli spazi scolastici. E se a primo impatto ti può sembrare una cosa inutile pensa a quanto un piccolo cambiamento che nulla cambia nella tua quotidianità possa cambiare in senso positivo quella di qualcuno altro!” […]


Che dire? Prima vorrei capire come dovremmo leggere le parole che finiscono in “ə” la famosa schwa, introdotta per avere un suono neutro e un linguaggio più inclusivo. E per quale fottutissimo e inclusivissimo motivo a volte ci piazzano un “3” come finale? Se è vero che il linguaggio precede il pensiero e dal pensiero poi si passa all’azione, direi che ci attende il caos. Ma quello brutto-brutto… non quello vitale.

Apro letteralmente “a caso” il libro ‘L’arte di ricominciare‘ di Fabio Rosini (uno dei tanti che vorrei recensire) e mi si pianta dinnanzi questo passaggio:

Le sorgenti dei pensieri

“Il nostro ambito, in realtà, è più recondito, e nello stesso tempo più semplice. Non consiste nella meccanica del pensiero, ma nella sua fonte.
La domanda è dunque: da dove mi è partito il disordine? Da dove è iniziata la dinamica che mi ha scassato la vita?”

Dice il libro del Siracide:

«Principio di ogni opera è una parola,
prima di ogni azione c’è la riflessione.
Radice di ogni mutamento è il cuore,
da cui derivano quattro scelte:
bene e male, vita e morte,
ma su tutto domina sempre la lingua».

Sir 37, 16-18

Se con 7 figli sopravviviamo noi…
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CU FU?

Mi chiamo Marcello Belletti e sono maschio, marito di un’unica moglie, padre “numeroso” e felicemente cattolico: tutta “roba” per grazia ricevuta, per sua natura “Sovrabbondante”.
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