
In preparazione ad un ritiro spirituale per famiglie dal titolo “La famiglia e internet” ho avuto modo di leggere questo saggio che ha confermato, dal punto di vista scientifico, diversi timori su cui sto “ruminando” da tempo.. Riporto di seguito alcuni stralci significativi, rimandandovi alla lettura integrale.
“Depressione e dipendenza sono effetti estremamente pericolosi del consumo di media digitali, che non vanno assolutamente sottovalutati nell’ambito dello sviluppo psicofisico delle giovani generazioni. «Che sarà mai se ogni tanto non si dorme?» si chiederanno in molti, ma i dati dimostrano che la deprivazione cronica di sonno non provoca soltanto stanchezza cronica, bensì anche obesità e diabete.
A questo si aggiunge che negli ultimi anni il sovrappeso è stato ricondotto sempre più spesso a comportamenti di dipendenza, in particolare alla luce dei nuovi dati della ricerca neurologica. La riduzione dei contatti sociali e l’insorgenza di fobie sono spesso effetti concomitanti; si crea così una spirale discendente che conduce non solo alla depressione e all’isolamento, bensì a numerosi disturbi fisici, a carico del sistema cardiocircolatorio, dell’apparato motorio (mancanza di movimento, posture errate) fino alla demenza.
Con l’età le condizioni depressive sfociano tra l’altro in processi degenerativi demenziali: lo stress ulteriore causato dalla depressione e l’aumento di ormoni dello stress nel sangue (presenti all’incirca nel 60% di tutti pazienti depressi) danneggia il cervello. Gli ormoni dello stress provocano la morte neuronale. L’obesità e il diabete causano sul lungo periodo disturbi del metabolismo, che a loro volta si ripercuotono sul cervello e possono condurre alla demenza […]
Proprio perché i media digitali vengono utilizzati da bambini e adolescenti, e dato che questo gruppo di popolazione ha di fronte a sé un’aspettativa di vita ancora molto lunga, è più probabile che i danni provocati dai media digitali sulla salute conducano a numerose complicazioni. In parole povere: se fossero solo i nonni a giocare a ‘World of Warcraft’, la cosa non sarebbe tanto grave, perché gli effetti negativi sulla salute non farebbero in tempo a manifestarsi. Ma poiché non sono i nonni, ma i nipoti a trascorrere gran parte della giornata con i media digitali, è necessario riflettere sui danni fisici e mentali che dovremmo aspettarci sul lungo periodo”.
Manfred Spitzer è nato nel 1958 ed è laureato in Medicina e Psichiatria. È stato visiting professor ad Harvard e attualmente dirige la Clinica psichiatrica e il Centro per le Neuroscienze e l’Apprendimento dell’Università di Ulm.
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Se questo tema ti risuona, ne ho parlato anche nel mio libro “Sovrabbondanza” a proposito della difficoltà di comunicare in famiglia oggi e di come gli schermi finiscano per schermarci l’un l’altro
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