Sovrabbondanza

Fede, ragione e caos vitale. "Recensiti" da un pover'uomo in cammino.


Decarbonizzazione!

È dalla fine dell’estate scorsa, dopo aver affrontato il tema ‘Amare nella carne’ durante un ritiro per famiglie, che la questione del “corpo” mi lavora dentro. Non avevo ancora le idee chiare ma intuitivamente sentivo che anche l’asfissiante martellamento legato al “Global Warming” dovesse in qualche modo essere collegato.

Siamo dentro un manifesto attacco al corpo ad opera dei transumanisti, che in una titanica reazione ai limiti della natura, da tempo vaneggiano di immortalità digitale. La coscienza umana sarà, secondo loro, “tradotta” in dato numerico e trasferita su supporti elettronici. Non avremo più bisogno della vetusta e imbarazzante carne, che si corrompe, invecchia e muore.

La notizia che ho letto ieri, 23 gennaio 2024, su adnkronos mi ha aiutato a chiudere il cerchio. Troppe cremazioni: i medici lanciano l’ennesimo “allarme”, c’è rischio inquinamento. Il corpo diventa un problema anche da morti.

Vi dice niente la parola “decarbonizzazione”? La si ripete come un mantra a sostegno di tutte le politiche di transizione ecologica. Ci si riferisce direttamente al carbone e ai combustibili fossili, ma è chiaro che il veicolo di questo “veleno” è l’uomo, con la sua insostenibile attività, “antropica” appunto.

Il vero bersaglio

E se invece il bersaglio fosse l’uomo stesso, nella sua presenza corporale?

Il carbonio è un elemento essenziale di tutti i composti organici. Questi, dopo lunghi processi di sedimentazione e trasformazione, hanno dato origine al carbone e al petrolio. Tutto per via naturale. “Natura”? Già Il termine è d’impaccio, perché troppo carico di implicazioni filosofiche che prima o dopo puntano ad una logica, a leggi, ad una tensione progressiva che le è insita. Si parla infatti più volentieri di “green”, e si annuncia di voler “salvare il pianeta”. Ma da chi e per chi lo si vuole salvare, se il supporto organico fa così schifo?

In verità quello che c’è dietro è una contestazione radicale della realtà così come ricevuta, precostituita e non progettata da noi. L’uomo non vuole più riprodursi attraverso il corpo, ma auto-prodursi affrancandosi dalla dipendenza del creatore che la natura gli ricorda. Vuole farsi creatore di se stesso. La natura così com’è, va riscritta. Va “decarbonizzata”. Lui, senza mai nominarlo, si è sbagliato.

La luce dei santi

C’è una frase tanto semplice quanto potente della serva di Dio Chiara Corbella Petrillo che dice: «L’importante nella vita non è fare qualcosa ma NASCERE e lasciarsi amare».

La vera lotta al Dio della vita che si è manifestato storicamente nel mondo, assumendo una carne, è quindi direttamente all’origine: non si deve più nascere! Più semplice ancora che cremare: troppi falò inquinanti. Seppellire? Troppo atavico culto del corpo, e poi potrebbero ingenerarsi fuochi fatui…

Finiamola di nascere allora. Non è quello che sta succedendo in Occidente?

Se con 7 figli sopravviviamo noi…
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CU FU?

Mi chiamo Marcello Belletti e sono maschio, marito di un’unica moglie, padre “numeroso” e felicemente cattolico: tutta “roba” per grazia ricevuta, per sua natura “Sovrabbondante”.
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